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Loiano

Ufficio: Servizi Demografici
Indirizzo: Via Roma, 55
Orario: Giorno Orario Lunedì CHIUSO Martedì 08.30-12.30 (appuntamento obbligatorio) Mercoledì CHIUSO Giovedì 15.00-18.00 (appuntamento obbligatorio) Venerdì CHIUSO Sabato 08.30-12.30 (appuntamento obbligatorio)
Telefono: 051.6543615 - 051.6543616
Email: giorgia.macchiavelli@comune.loiano.bologna.it

Matrimonio Civile

È il matrimonio contratto in Comune davanti al Sindaco. Il matrimonio viene trascritto nei registri dello statocivile se ci sono tutti i requisiti richiesti dalla legge italiana per la sua validità

Chi può richiederlo
1) i cittadini maggiorenni che hanno lo stato libero, ovvero non essere legati da un precedente matrimonio civile oppure da un precedente matrimonio religioso trascritto nei registri dello stato civile. Oltre allo stato libero, è necessario che le persone che decidono di sposarsi non siano legate da vincoli di parentela, di affinità, adozione e di affiliazione nei gradi stabiliti dal Codice Civile;
2) i cittadini che hanno già compiuto 16 anni. In questo caso, è necessaria l’autorizzazione del Tribunale dei minorenni;
3) i cittadini già coniugati che hanno avuto annullato il matrimonio religioso o la cessazione degli effetti civile del precedente matrimonio civile;

Quando Richiederlo
In qualunque momento

Documenti da presentare
1) Documento d’identità valido;
2) Estratto di nascita
3) Il certificato contestuale di residenza, di cittadinanza e di stato libero;
4) Se uno o se entrambi i futuri sposi hanno cambiato la residenza da meno di un anno è necessario il certificato di precedente residenza;

Altre Informazioni
1) Il matrimonio deve essere celebrato entro sei mesi dall’affissione delle pubblicazioni. Oltre tale termine la documentazione risulta scaduta;
2) Per le persone divorziate, occorre presentare una copia integrale dell’atto del precedente matrimonio, con l’annotazione della sentenza di divorzio. Tale copia deve essere richiesta agli Uffici dello stato civile del Comune in cui è stato celebrato il precedente matrimonio, previa autorizzazione della Procura della Repubblica;
3) La donna rimasta vedova o divorziata può sposarsi solo dopo che sono trascorsi 300 giorni dalla morte del marito o dal divorzio, salvo che quest’ultimo non sia stato pronunciato per separazione pluriennale o per impotenza del coniuge. La funzione di questo temporaneo divieto di nuove nozze è quella di evitare dubbi sulla paternità di un eventuale figlio di cui la donna fosse incinta. Il divieto viene a cessare con il parto o con l’interruzione di gravidanza. Qualora la donna non fosse incinta, può richiedere l’autorizzazione al matrimonio al Tribunale Civile;
4) I vedovi devono presentare la copia integrale dell’atto di morte del coniuge. Per ottenerla, occorre l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente per Comune in cui si è verificato il decesso;
5) Il matrimonio, instaura, automaticamente il regime patrimoniale della cosiddetta “comunione dei beni” tranne se, al momento della celebrazione, si dichiara, innanzi all’ufficiale dello stato civile, di volere la “separazione dei beni”. Il regime patrimoniale della comunione dei beni consiste nel fatto che tutti i beni acquistati dagli sposi dopo il matrimonio sono in comune; ognuno ne è proprietario per il 50%. Non rientrano in regime di comunione tutti i beni posseduti prima del matrimonio e tutti i beni dei quali si viene in possesso, anche dopo la celebrazione del matrimonio, per successione;
6) Nell’atto di matrimonio viene registrato anche l’eventuale riconoscimento dei figli naturali della coppia che si sposa. Dal giorno del matrimonio, per la legge italiana, questi diventano figli legittimi;
7) Dopo la celebrazione del matrimonio, si può richiedere all’ufficiale dello stato civile il libretto internazionale di famiglia;
8) Qualora gli sposi intendano contrarre matrimonio in un comune diverso da quello di residenza devono produrre una specifica richiesta, in carta legale, al Sindaco del comune dove sono state eseguite le pubblicazioni, specificando i motivi addotti a giustificazione del N.O. a contrarre matrimonio in altro Comune.

Tempi svolgimento Pratica
Alla data fissata per la pubblicazione bisogna presentarsi allo stesso ufficio con due testimoni, uno dei quali deve essere un genitore. La presenza di un genitore è richiesta per accertare che ricorrano le condizioni per contrarre il matrimonio, relativamente ai vincoli di parentela, filiazione, adozione e affiliazione. Quel giorno, i futuri sposi, possono prenotare la data per la celebrazione del matrimonio.
Le pubblicazioni restano affisse in Comune per almeno 8 giorni, per dare a terze persone la possibilità di opporsi al matrimonio.
Il matrimonio viene celebrato nella casa comunale, dal Sindaco o da un suo delegato, alla presenza di due testimoni maggiorenni.

 

Matrimonio Religioso

É il matrimonio celebrato davanti a un sacerdote cattolico. Questo matrimonio ha effetti religiosi ed effetti civili, a seguito della sua trascrizione nei registri dello stato civile italiano. Il sacerdote durante la cerimonia in chiesa, avverte gli sposi che le nozze producono anche effetti civili e dà loro lettura degli articoli 143, 144, 147 del codice civile. Dopo la cerimonia, il parroco invia un originale dell’atto di matrimonio all’ufficiale di stato civile per la trascrizione. Il matrimonio viene trascritto nei registri dello stato civile se ci sono tutti i requisiti richiesti dalla legge italiana per la sua validità

Chi può richiederlo
1) I cittadini di fede cattolica che hanno lo stato libero sia ecclesiastico che civile;
2) I cittadinie che non siano legati da vincoli di parentela, affinità o adozione;
3) I cittadini che hanno compiuto 16 anni, con l’autorizzazione del Tribunale dei minorenni.

Quando Richiederlo
In qualunque momento

Documenti da presentare
1) Documento d’identitè valido;
2) Estratto di nascita, per uso matrimonio, da richiedere agli uffici dello stato civile del Comune di nascita;
3) Certificato contestuale in carta da bollo. Questo certificato comprende i certificati di residenza, di cittadinanza e di stato libero. Deve essere richiesto agli uffici dello stato civile del Comune di residenza o alla propria circoscrizione;
4) Certificato di precedente residenza in carta da bollo. Questo certificato è necessario se uno o se entrambi i futuri sposi hanno cambiato la residenza da meno di un anno. Deve essere richiesto alla circoscrizione o agli uffici dello stato civile del Comune in cui avevano, precedentemente, la residenza;
5) Il certificato di cresima. Questo certificato deve essere richiesto alla parrocchia in cui si è ricevuto il sacramento della cresima;
6) Copia integrale dell’atto di battesimo, uso matrimonio, in carta semplice. Questa deve essere richiesta alla parrocchia in cui si è stati battezzati;
7) Certificato di stato libero ecclesiastico. Questo certificato deve essere richiesto alla parrocchia in cui si ha avuto il domicilio per più di sei mesi consecutivi, dopo aver compiuto 18 anni. Se si è più volte cambiato il domicilio e, per questo motivo, sia difficile ottenere il certificato di stato libero ecclesiastico, è possibile fare un giuramento suppletorio, in sostituzione di questo documento. Lo stesso giuramento può essere fatto in sostituzione del certificato di cresima e della copia integrale dell’atto di nascita.
8) Le persone vedove che vogliono sposarsi di nuovo devono presentare una copia integrale dell’atto di morte del coniuge. Questa viene rilasciata in carta semplice dagli Uffici dello stato civile del Comune in cui è avvenuta la morte del coniuge e per ottenerla, occorre l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica del Comune in cui si richiede. La persona rimasta vedova può sposarsi solo dopo che siano trascorsi 300 giorni.

Tempi svolgimento Pratica
I futuri sposi devono frequentare il corso pre-matrimoniale della parrocchia o avere una serie di colloqui con il parroco. In seguito, con la documentazione necessaria, i due sposi e i due testimoni devono recarsi alla parrocchia in cui intendono sposarsi per farsi rilasciare da parroco la richiesta di pubblicazione del matrimonio. Con la richiesta di pubblicazione, firmata dal parroco, i futuri sposi devono recarsi dall’ufficiale di stato civile del Comune e richiedere la pubblicazione del matrimonio. Le pubblicazioni restano affisse al Comune per otto giorni, da una domenica all’altra. Il parroco provvede a sua volta ad affiggere le pubblicazioni per lo stesso periodo nelle parrocchie degli sposi. Trascorsi tre giorni dopo il periodo di pubblicazione, l’ufficiale di stato civile, se non gli viene notificata nessuna opposizione al matrimonio, rilascia un certificato in cui dichiara che non ricorre nessuno degli impedimenti, previsti dalla legge italiana, agli effetti civili del matrimonio religioso.

 

Pubblicazioni di Matrimonio

La pubblicazione di matrimonio è la fase del procedimento con il quale l’Ufficiale dello Stato Civile accerta che non esistono impedimenti alla celebrazione del matrimonio, sia civile che religioso, rendendo pubblica l’intenzione degli sposi.
L’atto di pubblicazione matrimoniale deve restare affisso all’albo pretorio del Comune per 8 giorni consecutivi. A partire dal quarto giorno successivo all’esposizione il Comune rilascia il certificato di avvenuta pubblicazione, che ha una validità di 180 giorni, termine entro il quale deve essere celebrato il matrimonio, in caso contrario la pubblicazione si considera scaduta, come non avvenuta.

Requisiti richiesti
– Almeno uno dei due sposi deve essere residente nel Comune;
– Aver compiuto 18 anni; oppure 16 anni previa autorizzazione del Tribunale dei Minori;
– Essere di stato libero: celibe/nubile, divorziato/a, vedovo/a.

Dove presentarsi
Presso il Comune ove uno dei due futuri sposi è residente.

Documenti da presentare
Documenti d’identità di entrambi gli sposi, in originale e in fotocopia.

Chi può presentare la domanda
– entrambi gli sposi;
– uno degli sposi, con delega a eseguire le pubblicazioni firmata dallo sposo assente;
– una terza persona, con delega a eseguire le pubblicazioni firmata da entrambi gli sposi..

Costo
Marca da bollo.

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