fbpx
matrimonio budrio

Budrio

Ufficio: Servizi Certificazione e Comunicazione
Ufficio: Natascia Tampieri
Indirizzo: Piazza Filopanti, 11 - Budrio
Orario: Orario di apertura al pubblico legato all'emergenza Covid-19 - in vigore dal 10 giugno 2020 - Atto del Sindaco n.7/2020 Apertura al pubblico: Lunedì, Mercoledì, Venerdì: 09:00-13:00 Martedì, Giovedì: chiuso
Telefono: +39.051.6928210
Email: urp@comune.budrio.bo.it
Pagina web: https://www.comune.budrio.bo.it/

Matrimonio a Budrio

Il matrimonio potrà essere officiato in diverse forme che sono:

  • civile quando viene celebrato in Municipio davanti al Sindaco o ad un suo delegato;
  • religioso quando viene celebrato in Chiesa o in altro luogo di uno dei culti ammessi dallo Stato davanti al Parroco o ad altro Ministro di Culto.

I matrimoni religiosi che, abitualmente possono essere celebrati sono:

  • rito Cattolico (rito concordatario)
  • culto delle Assemblee di Dio in Italia (ADI)
  • rito della Chiesa Evangelica Luterana
  • culto delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno
  • rito Ebraico
  • rito dei Testimoni di Geova ammesso
  • rito Unione Cristiana Evangelista Battista
  • rito Valdese
Chi può richiederlo

Il servizio è aperto a tutti i cittadini che hanno compiuto la maggiore età.
Possono richidere di sposarsi anche coloro che hanno compiuto il 16° anno di età previo decreto del Tribunale per i Minorenni

Modalità di Attivazione:

A domanda

Come si richiede:

Per legge la celebrazione del matrimonio deve sempre essere preceduta dalle “pubblicazioni” che consistono in un avviso esposto al pubblico per la durata di otto giorni ininterrotti pubblicato all’albo on line dei Comuni di residenza degli sposi.
Il matrimonio può essere celebrato dal 4° giorno successivo al termine della pubblicazione.

Matrimonio Civile

É il matrimonio contratto in Comune davanti al Sindaco. Il matrimonio viene trascritto nei registri dello stato civile se ci sono tutti i requisiti richiesti dalla legge italiana per la sua validità

Chi può richiederlo
  1. i cittadini maggiorenni che hanno lo stato libero, ovvero non essere legati da un precedente matrimonio civile oppure da un precedente matrimonio religioso trascritto nei registri dello stato civile. Oltre allo stato libero, è necessario che le persone che decidono di sposarsi non siano legate da vincoli di parentela, di affinità, adozione e di affiliazione nei gradi stabiliti dal Codice Civile;
  2. i cittadini che hanno già compiuto 16 anni. In questo caso, è necessaria l’autorizzazione del Tribunale dei minorenni;
  3. i cittadini già coniugati che hanno avuto annullato il matrimonio religioso o la cessazione degli effetti civile del precedente matrimonio civile;
Quando Richiederlo

In qualunque momento

Documenti da presentare
  1. Documento d’identità valido;
  2. Estratto di nascita
  3. Il certificato contestuale di residenza, di cittadinanza e di stato libero;
  4. Se uno o se entrambi i futuri sposi hanno cambiato la residenza da meno di un anno è necessario il certificato di precedente residenza;

Altre Informazioni

  1. Il matrimonio deve essere celebrato entro sei mesi dall’affissione delle pubblicazioni. Oltre tale termine la documentazione risulta scaduta;
  2. Per le persone divorziate, occorre presentare una copia integrale dell’atto del precedente matrimonio, con l’annotazione della sentenza di divorzio. Tale copia deve essere richiesta agli Uffici dello stato civile del Comune in cui è stato celebrato il precedente matrimonio, previa autorizzazione della Procura della Repubblica;
  3. La donna rimasta vedova o divorziata può sposarsi solo dopo che sono trascorsi 300 giorni dalla morte del marito o dal divorzio, salvo che quest’ultimo non sia stato pronunciato per separazione pluriennale o per impotenza del coniuge. La funzione di questo temporaneo divieto di nuove nozze è quella di evitare dubbi sulla paternità di un eventuale figlio di cui la donna fosse incinta. Il divieto viene a cessare con il parto o con l’interruzione di gravidanza. Qualora la donna non fosse incinta, può richiedere l’autorizzazione al matrimonio al Tribunale Civile;
  4. I vedovi devono presentare la copia integrale dell’atto di morte del coniuge. Per ottenerla, occorre l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente per Comune in cui si è verificato il decesso;
  5. Il matrimonio, instaura, automaticamente il regime patrimoniale della cosiddetta “comunione dei beni” tranne se, al momento della celebrazione, si dichiara, innanzi all’ufficiale dello stato civile, di volere la “separazione dei beni”. Il regime patrimoniale della comunione dei beni consiste nel fatto che tutti i beni acquistati dagli sposi dopo il matrimonio sono in comune; ognuno ne è proprietario per il 50%. Non rientrano in regime di comunione tutti i beni posseduti prima del matrimonio e tutti i beni dei quali si viene in possesso, anche dopo la celebrazione del matrimonio, per successione;
  6. Nell’atto di matrimonio viene registrato anche l’eventuale riconoscimento dei figli naturali della coppia che si sposa. Dal giorno del matrimonio, per la legge italiana, questi diventano figli legittimi;
  7. Dopo la celebrazione del matrimonio, si può richiedere all’ufficiale dello stato civile il libretto internazionale di famiglia;
  8. Qualora gli sposi intendano contrarre matrimonio in un comune diverso da quello di residenza devono produrre una specifica richiesta, in carta legale, al Sindaco del comune dove sono state eseguite le pubblicazioni, specificando i motivi addotti a giustificazione del N.O. a contrarre matrimonio in altro Comune.

Norme di riferimento

  • Legge 24 dicembre 1954, n. 1228;
  • D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;
  • Legge 29 dicembre 1990, n. 405.
  • Legge 15 Maggio 1997 n. 127 c.d. Legge Bassanini
se qualche informazione in questa pagina ti risulta errata, ti preghiamo di segnalarcela: provvederemo a correggerla

condividi questo articolo sui tuoi social:

ti potrebbe interessare

ultimi cinque articoli

Menu